I consigli di scrittura

AFFIDATI A UN OCCHIO ESTERNO

Hai terminato il tuo romanzo che, a te, sembra perfetto. Ma per un lettore, non tutto potrebbe essere chiaro, o divertente, o avvincente. In parte dipende dai gusti personali, in parte dal vissuto di ognuno di noi, in parte al fatto che, a forza di correggere e riscrivere, l’autore di un testo non riesce più a valutarlo con lucidità e obiettività.

Che si tratti di un amico, di un parente o di un editor professionale, fai leggere il tuo romanzo ad altri e raccogli i suggerimenti e le osservazioni che ricevi: in questo modo riuscirai a rendere il tuo testo più “universale”, e a farlo apprezzare maggiormente non solo ai giurati, ma anche ai futuri lettori.

PARTI COL PIEDE GIUSTO

Inutile negarlo: la prima impressione conta. Il primo incontro con una persona, i primi minuti di un film, le prime note di un brano possono attirarci o respingerci. Quindi, presta una particolare cura all’incipit del tuo libro. Cerca di trascinare da subito il lettore, con uno stile originale, o con il racconto di un fatto che coinvolga il lettore.

RITMO, RITMO

Gli addetti ai lavori lo chiamano page turner, ovvero “voltapagina”: è la capacità di un testo di obbligare il lettore ad andare avanti nella storia senza potersi fermare. Il cammino dalla prima all’ultima pagina può essere difficile, se non tieni d’occhio il passo del libro. Questo non significa non potersi lasciare andare a lunghe descrizioni stile “lago di Como”: semplicemente, va sapientemente calibrata la loro presenza nel libro, per non rischiare che il lettore si “impantani”.

OCCHIO AI TEMPI

Uno degli errori più frequenti è la consecutio temporum, ovvero la scelta del tempo verbale. È facile distrarsi e mettere allo stesso passato remoto, o allo stesso passato prossimo, azioni che si sono svolte sì nel passato, ma in un momento anteriore all’altro: esistono apposta il trapassato prossimo e il trapassato remoto…

PARLA COME MANGI

La tentazione di fare esprimere a un personaggio il tuo pensiero è forte. Ma fai attenzione ai registri linguistici, un professore di Harvard che si esprime come uno scaricatore di porto è poco credibile, e ancor più il contrario. E da un bambino di sette anni non ci aspettiamo locuzioni latine.

UN FALSO AMICO

Il valore del testo non dipende dalla quantità di refusi. Tuttavia, trovarne tanti affatica la lettura, e certo non predispone al meglio nei confronti dell’opera. Non fidarti del correttore automatico di Word, per il quale casa e cassa, o e ho sono ugualmente corretti: anche qui, la lettura di un amico (o del vecchio prof di lettere) può tornare utile.

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