La giuria

Le iscrizioni alla seconda edizione del Concorso Romanzi in cerca d’autore si sono chiuse il 17 dicembre 2017.

Ecco i giurati della seconda edizione del concorso:

Alessandro Barbaglia (Libraio)

Alessandro BarbagliaAlessandro Barbaglia nasce, il che: gli cambia la vita. 

Le cronache dicono sia successo il 30 agosto del 1980. Lui non ricorda, però si fida. È fatto così.  

Studia lettere a Milano, lavora come giornalista a Novara dal 2006 al 2012 e in questi anni spende in libri più di quanto non potrebbe. Poi, la soluzione: smette di fare il giornalista, inizia a fare il libraio. Guadagna uguale, ma legge il decuplo. Da allora fa il libraio. 

Nel 2017 pubblica per Mondadori il suo primo romanzo: “La Locanda dell’Ultima Solitudine”, vincitore del premio Selezione Bancarella e terzo classificato al Premio Bancarella.   

Da qualche mese ha un bosco e con quello produce ombra. Come chiunque abbia mai camminato contro sole.

Rossella Calabrò (scrittrice e blogger)

Milanese come si evince dal cognome, pandorista ortodossa, parla fluentemente il gattese e il clorofilliano, oltre a cucinare malissimo.

Di mestiere, scrive. Per Sperling& Kupfer ha pubblicato la trilogia best seller Cinquanta sbavature di Gigio, Cinquanta smagliature di Gina, Cinquanta sbavature di Gigio – Il film, e Il tasto G. Per Sonzogno: Di matrigna ce n’è una sola. Per l’editore digitale EmmaBooks: Danza d’amore per principianti, Perché le donne sposano gli opossum?, Farfalle sullo stomaco, Facebook per romantiche, La bambina-fiore. Scrive per Glamour. È docente di scrittura creativa.

Quando non si occupa di queste cose, si dedica con passione all’attività del poltrire.

 

Francesca Campanozzi (Editoriale)

Da tanti anni mi occupo di narrativa d’intrattenimento, all’interno di Mondolibri, e non ho ancora smesso di stupirmi per le innumerevoli vie che può prendere una storia.

Se volete catturarmi non dovete fingere, ma raccontare, se non proprio la verità, qualcosa che le si avvicini molto. Che sia ficcata in una storia di fantasmi, di alieni che v’invadono casa, di amore più o meno corrisposto o di terrificanti ammazzamenti, la verità dei sentimenti, delle passioni che muovono i personaggi, delle loro motivazioni è ciò che mi rimarrà impresso della vostra storia al termine della lettura.

Un’ultima raccomandazione (anzi due): siate voi stessi e, soprattutto, divertitevi!

 

Leonardo Gazza (Direttore Vendite Mondadori Retail)

Leonardo GazzaNato il 27/11/1977 in seguito ad un incidente automobilistico nelle periferie di una cittadina di provincia del Venezuela.

Da allora la mia vita è stata ricca di eventi carichi di pathos. Sempre per incidente arrivo all’amore del libro e della lettura: un mio compagno ruba dalla biblioteca della scuola un libro e, a mia insaputa, lo nasconde nel mio zaino. Con senso di colpa trasposto, mi sento in dovere di leggere il libro come redenzione del misfatto. Probabilmente come per tutti i peccati originali, la redenzione è cosa lunga e da allora non ho più smesso di leggere.

Mi sento anche in colpa perché anziché accompagnare l’affrancamento con la sofferenza la mia anima si libra in vite, esperienze ed emozioni che rendono felici.

Mi hanno chiesto cosa mi colpisce. In genere pugni. Se potete evitare di colpire il volto è cosa gradita giacchè la base di partenza non è stupenda. Mi stupisce invece la genialità di una storia se accompagnata da una scrittura semplice e immediata. Chi gigioneggia con con lessico aulico in realtà concentra sul vocabolo e distrae dal sogno. Fatemi sognare e vorrò il vostro autografo nel mio cuore.

 

Maria Paola Romeo (Agente letterario)

Maria Paola Romeo

“Dovere o piacere?” Quando mio marito mi vede con l’e-reader in mano, e succede spesso, me lo chiede puntualmente. Quello che vuole sapere è se sto leggendo un dattiloscritto o un libro già pubblicato (per il mio piacere, appunto).

Lavoro nell’editoria dal 1990: ho corretto bozze, tradotto, editato e acquisito titoli in Italia e all’estero. Da undici anni a questa parte sono socia dell’agenzia letteraria Grandi & Associati. Dal 2004 sono tra gli organizzatori del Women’s Fiction Festival di Matera e dal 2011 direttore editoriale di Emma Books, casa editrice digitale dedicata alla narrativa femminile. Non ho mai fatto la libraia e mi dispiace; non mi dispiace invece non aver mai scritto un romanzo. Ciascuno di noi ha il suo talento, il mio, lo so per certo, non è quello di scrivere. Credo però di sapere individuare un buon libro quando ne leggo uno e dare consigli a un autore se vuole migliorarsi.

Ah, a mio marito rispondo sempre che è dovere, anche quando me la sto godendo. Visto mai che pensi che il mio lavoro mi appassiona e mi diverte.

 

Alessia Rongione (Libraia)

Quando una bambina fin dai primi anni di vita scopre il magico potere dei libri, che ti sa trasportare in mondi meravigliosi, che non ti fa avvertire solitudine, che ti cura ogni stato d’animo, non può  che desiderare di lavorare con Loro e per Loro; e così, come per “magia”, nel torrido giugno del 2003, un vento di aria fresca è arrivato e mi ha permesso di entrare in questo Mondo.

Oggi, a distanza di 14 anni, sono Store Manager del Bookstore  di Casalecchio (Bologna) , ritrovandomi in una città diversa da quella natale (Roma), ma con un entusiasmo che giorno dopo giorno, cresce.

Allora…come potrai colpirmi?…

 

Scrivi con il cuore e sarai vincente!

 

Stefano Tura (Libraio digitale)

Stefano TuraIl primo libro che ho letto non lo ricordo, ma quello che mi ha fatto innamorare della lettura è stato di sicuro Il lungo addio di Raymond Chandler.

Crescendo ho poi imparato che cominciare dall’inizio e non dalla fine (a volte) è utile, ma è un altro discorso.
Forte di una vasta cultura costruita leggendo Topolino, al momento di scegliere tra un solido futuro e arrabattarmi tra storie e parole, scelgo senza indugiare la seconda strada.
Da lì inizia una serie di esperienze e fughe, e alla fine capisco che fare il libraio, e farlo di ebook, è forse la cosa che mi viene meglio, non foss’altro che il consigliare libri e lo stare al computer già occupavano la quasi interezza delle mie ore di veglia (un giorno capirò come coniugare al resto anche il buon vino e avrò fatto filotto).

Per colpire la mia attenzione, non scegliete la strada più breve, cercate frasi intriganti, scavate oltre il soggetto-predicato-oggetto. O metteteci una trama che non ti dà tregua.
Se nel corso del libro c’è qualche orribile omicidio sono, di solito, felice.